Negozi, uffici, impianti sportivi, centri benessere e locali di pubblico spettacolo

Le modifiche apportate ai procedimenti relativi alla prevenzione incendi con l’entrata in vigore del D.P.R. 151/2011 coinvolgono anche le attività commerciali, gli uffici, gli impianti sportivi, i locali di pubblico spettacolo e di trattenimento in genere. Le novità introdotte non riguardano esclusivamente gli iter procedurali da istruirsi, ma anche il novero e la definizione delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.

La funzione primaria assolta dal D.P.R. 151/2011 riguarda il riordino e la razionalizzazione degli iter procedurali finalizzati alla presentazione delle pratiche da parte dei titolari delle attività soggette ai controlli di prevenzione incendi.

Per conseguire tale obiettivo la classificazione delle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco è stata riformulata sulla base del cosiddetto principio di proporzionalità, che suddivide tali attività in tre categorie in relazione al rischio connesso all’esercizio dell’attività e prevede per ciascuna di esse un differente iter procedurale.

L’esigenza di applicare in modo quanto più razionale tale principio, ha indotto il legislatore ad aggiornare la definizione di alcune attività già in precedenza soggette ai controlli di prevenzione incendi e ad assoggettare a tale regolamento nuove attività, precedentemente escluse.

Con la presente informativa si intendono mettere in evidenza le novità che coinvolgono gli edifici ad uso commerciale, gli uffici, i locali di pubblico spettacolo e gli impianti sportivi.

EDIFICI AD USO COMMERCIALE

Viene considerata “a rischio basso” (Categoria A) la seguente attività:

  • Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda compresa tra 400 e 600 m2, comprensiva dei servizi e depositi. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico (attività 69/A del D.P.R. 151/2011, ex attività 87 del D.M. 16 febbraio 1982);

Viene considerata “a rischio medio” (Categoria B) la seguente attività:

  • Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda compresa tra 600 e 1.500 m2, comprensiva di servizi e depositi. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico (attività 69/B del D.P.R. 151/2011, ex attività 87 del D.M. 16 febbraio 1982);

Infine, viene considerata “a rischio alto” (Categoria C) la seguente attività:

  • Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore a 1.500 m2, comprensiva di servizi e depositi. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico (attività 69/C del D.P.R. 151/2011, ex attività 87 del D.M. 16 febbraio 1982).

Relativamente alle attività commerciali, le novità introdotte sono le seguenti:

  • Si segnala l’inclusione di fiere e quartieri fieristici; considerando il fatto che il valore minimo della superficie lorda, comprensiva di servizi e depositi, è confermato in 400 m2, la quasi totalità dei titolari di dette attività dovrà adempiere agli obblighi formalizzati nel presente regolamento entro il 7 ottobre 2012;
  • Viene chiarito, anche in questo caso, che non rientrano nel campo di applicazione del decreto le manifestazioni di carattere temporaneo.

UFFICI
Viene considerata “a rischio basso” (Categoria A) la seguente attività:

  • Aziende ed uffici con un numero di persone presenti compreso tra 300 e 500 unità (attività 71/A del D.P.R. 151/2011, ex attività 89 del D.M. 16 febbraio 1982);

Viene considerata “a rischio medio” (Categoria B) la seguente attività:

  • Aziende ed uffici con un numero di persone presenti compreso tra 500 e 800 unità (attività 71/B del D.P.R. 151/2011, ex attività 89 del D.M. 16 febbraio 1982);

Infine, viene considerata “a rischio alto” (Categoria C) la seguente attività:

  • Aziende ed uffici con un numero di persone presenti superiore a 800 unità (attività 71/C del D.P.R. 151/2011, ex attività 89 del D.M. 16 febbraio 1982).

Per quanto riguarda gli edifici destinati ad uffici, l’unico, ma significativo, cambiamento apportato riguarda il numero minimo di persone presenti affinché aziende ed uffici ricadano in tale attività: si registra una drastica riduzione da “500 addetti” a “300 persone presenti”, corrispondenti indicativamente a 3.000 m2 di superficie complessiva per uffici nei quali non è prevista la presenza di pubblico e a 750 m2 in caso di presenza di pubblico.

LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO E IMPIANTI SPORTIVI
Viene considerata “a rischio medio” (Categoria B) la seguente attività:

  • Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza compresa tra 100 e 200 persone ovvero di superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 m2. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico (attività 65/B del D.P.R. 151/2011, ex attività 83 del D.M. 16 febbraio 1982);

Infine, viene considerata “a rischio alto” (Categoria C) la seguente attività:
Locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con capienza superiore a 200 persone. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico (attività 65/C del D.P.R. 151/2011, ex attività 83 del D.M. 16 febbraio 1982).

Per quanto concerne gli esercizi di pubblico spettacolo, le novità introdotte sono le seguenti:

  • Il criterio utile a determinare se un esercizio rientra o meno nella presente categoria diviene duplice: al limite già previsto relativo alla capienza minima di 100 persone, si affianca un criterio legato alla superficie. Tutti i locali di spettacolo e di trattenimento in genere, impianti e centri sportivi, palestre, sia a carattere pubblico che privato, con superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 m2 costituiscono ora attività soggetta ai controlli di prevenzione incendi, indipendentemente dal numero di persone presenti;
  • L’esplicita inclusione di impianti, centri sportivi e palestre (inclusi centri fitness e benessere) obbliga i titolari di tali attività ad avviare e concludere l’iter procedurale necessario all’adeguamento alle normative tecniche di prevenzione incendi entro il 7 ottobre 2012;
  • Viene chiarito che non rientrano nel campo di applicazione del decreto le manifestazioni di carattere temporaneo.

 

E’ bene precisare, in ogni caso, che l’estensione del campo di applicazione dei controlli di prevenzione incendi e le modifiche procedurali apportate non alterano le regole tecniche a cui le varie attività devono sottostare e, conseguentemente, l’eventuale progetto delle opere di adeguamento da predisporsi. Cambiano, invece, come già ampiamente espresso, le procedure di prevenzione da istituirsi nelle varie fattispecie; omettiamo, tuttavia, in questa sede la trattazione estesa dei nuovi iter procedurali, rimandando alla nostra precedente informativa del mese di novembre 2011.

I tecnici dello studio scrivente sono a vostra disposizione per tutte le eventuali richieste di approfondimento in merito.

Scarica il PDF dell’informativa n° 06 – Nuove procedure di prevenzione incendi in ambito commerciale, terziario, pubblico spettacolo




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